Normalmente il ruolo del Project Manager è, tra le altre cose, quello di essere un perno di giunzione tra responsabili funzionali, il Team  e gli altri attori coinvolti nel progetto. Questo ruolo, supportato da buone doti di leadership, permette al Project Manager di essere promotore insieme ai manager funzionali, del cambiamento strategico aziendale.

Ottime capacità di leadership del Project Manager sono un aspetto strategico per la riuscita dei progetti.

Ma in molte aziende ed organizzazioni, il project manager è diventata una figura diffusa a cui sono assegnate una serie di mansioni ed incombenze nella gestione dei progetti, portando ad assimilarlo ad una sorta di commodity e raramente ricevono incentivazioni e stimoli ad uscire dalla comfort zone in cui si trovano, a danno di migliori performance dei progetti.

Comfort Zone per i Project Manager

A suffragio di quanto sto affermando, riporto un paragrafo tratto da Wikipedia sulla definizione di comfort zone:

To step out of the comfort zone raises the anxiety level engendering a stress response, the result of which is an enhanced level of concentration and focus. White (2009) refers to this as the Optimal Performance Zone – a zone in which the performance of a person can be enhanced and in which their skills can be optimized. However, White (2009) also observes that if the work of Robert Yerkes (1907) is considered in which he reported ‘Anxiety improves performance until a certain optimum level of arousal has been reached. Beyond that point, performance deteriorates as higher levels of anxiety are attained’, if a person steps beyond the optimum performance zone they enter a “danger zone” in which performance will decline rapidly as higher levels of anxiety or discomfort occur.

Dagli studi che sono stati fatti in materia viene confermato quanto la saggezza popolare ci dice da secoli sul fatto che l’uomo “si siede” in molte situazioni e non è incentivato a darsi da fare di più.

Comfort Zone per Project Manager

Esistono molte possibilità al di fuori della comfort zone

 

Comfort Zone per il Project Management

La comfort zone di un project manager può crescere sempre di più se ha il coraggio e gli incentivi per farlo

 

E’ quindi difficile che un Project Manager affronti dei rischi personali affinché un progetto ottenga risultati migliori.

E chi glielo fa fare?, direbbe qualcuno.

Certo, il progetto viene realizzato, ma è difficile che i risultati siano straordinari, si consegna in ritardo, non si consegna qualche funzionalità o alla fine si sfora il budget.

Spesso, questa sorta di fallimento, o di “non successo completo” è dovuto al fatto che i problemi e gli ostacoli di un progetto rientrano nella sfera di responsabilità del project manager che, insieme al proprio team di progetto, dimentica o rifiuta di essere agente  del cambiamento.

Quindi, per fare in modo che un project manager non sia una commodity, e performi di più (che brutta parola!),  è sufficiente una maggiore leadership, stabilire obiettivi di performance  e/o incentivi personali?

Credits immagini: Define your own reality