Come si capisce che un piano non è aggiornato (anche se sembra di ieri)

Il file si chiama Piano_v12_DEF_rev3.mpp ed è stato modificato ieri alle 18:40. Sembra vivo. Lo apri, e le barre del Gantt sono ordinate, le date ci sono tutte, il percorso critico è colorato. Tutto a posto.

Poi fai una domanda: «a che data è aggiornato?». E scopri che l’ultimo avanzamento vero è di marzo. Da allora qualcuno ha aperto il file, spostato qualche barra, salvato. La data di modifica dice che il file è stato toccato: non dice che il progetto è stato misurato. Quello che hai davanti è un piano non aggiornato, e in Microsoft Project non si vede a occhio.

È la situazione più comune che incontro nei piani che arrivano da fuori, ed è anche la più pericolosa, perché un piano fermo non sembra fermo: sembra un piano. Ecco i sette segni che lo smascherano, in ordine di velocità.

In sintesi

  • La data di modifica del file non dice niente: dice che qualcuno lo ha salvato, non che il progetto è stato misurato.
  • Sette segni rivelano un piano non aggiornato: data di stato assente, percentuali tutte tonde, date effettive vuote, lavoro finito nel futuro, linea di avanzamento dritta, variazioni a zero, barre spostate a mano.
  • La prova che non mente sono le colonne Inizio effettivo e Fine effettiva: l’ultima data effettiva presente nel file è l’ultimo aggiornamento vero.
  • La domanda giusta non è «il piano è aggiornato?», ma «a che data è aggiornato, e con quale procedura?».

Segno 1 · La data di stato non c’è

Primo gesto, cinque secondi: Progetto → Informazioni progetto, e guarda il campo della data di stato. Sono possibili tre risposte, e raccontano tre storie diverse.

  • È vuota (mostra N.D.). Nessuno ha mai dichiarato «questo piano è aggiornato al giorno tale». In assenza di una data di stato Project usa la data di oggi per i suoi conti, il che significa che ogni volta che apri il file i numeri cambiano: gli scostamenti, gli indici di avanzamento, la linea nel Gantt. Un piano così non è misurabile, è misurato al momento in cui lo guardi.
  • È vecchia di mesi. Almeno è onesta: dice fin dove arriva il piano. È già un’informazione, ed è quella che ti serviva.
  • È recente. Buon segno, ma non basta: la data di stato si scrive a mano, e scriverla non aggiorna niente. Vai avanti con gli altri controlli.

Sul perché questa data pesi così tanto — è la linea rispetto a cui Project decide cosa è passato e cosa è futuro — ho scritto un articolo dedicato.

Segno 2 · Le percentuali sono tutte tonde

Metti in tabella la colonna % completamento e scorri. Se i valori sono solo 0, 50 e 100, nessuno ha misurato niente: qualcuno ha cliccato i pulsanti rapidi dell’avanzamento in riunione, mentre gli altri parlavano. Il 50% è la percentuale universale del «ci stiamo lavorando».

Il caso opposto è altrettanto eloquente: tutte le percentuali a zero su un progetto partito da mesi. Lì non c’è nemmeno la finzione.

Un avvertimento che vale in ogni caso: la percentuale di completamento misura la durata trascorsa, non il lavoro fatto. Un’attività di dieci giorni al sesto giorno è al 60% anche se il grosso deve ancora cominciare. La colonna che racconta la fatica è un’altra, ed è la percentuale di lavoro completato; la più onesta di tutte è il lavoro rimanente, perché guarda avanti.

Segno 3 · Le date effettive sono vuote

Questo è il controllo che non mente. Inserisci le colonne Inizio effettivo e Fine effettiva: sono i campi in cui Project scrive quando una cosa è davvero cominciata e finita, e si riempiono solo se qualcuno glielo dice.

Se il piano dichiara attività al 40% e la colonna dell’inizio effettivo è vuota, quelle percentuali sono state scritte sopra un piano che non è mai stato avviato. Se invece ci sono le date effettive, il piano è stato aggiornato sul serio, e puoi guardare fin dove arrivano: l’ultima data effettiva del file è la data reale dell’ultimo aggiornamento, molto più affidabile della data di modifica del file. Sulle tre famiglie di date che convivono in Project — previste, programmate ed effettive — vale la pena essere precisi, perché quasi tutti gli errori di aggiornamento nascono da lì.

Segno 4 · Il lavoro finito sta nel futuro

Ordina per fine e guarda le attività al 100%: ce n’è qualcuna che finisce la settimana prossima? Un’attività completata con la fine nel futuro è un’impossibilità logica, e in un piano ce ne sono spesso decine. Significa che le percentuali sono state scritte senza toccare le date, o che le date sono state lasciate correre in avanti mentre si dichiarava il completamento.

Il gemello di questo segno è la cascata all’indietro: attività non iniziate — zero per cento — la cui data di inizio è nel passato. Nessuno le ha cominciate e nessuno ha spostato il piano: sono rimaste lì, e ogni giorno che passa il piano diventa più falso. In un piano aggiornato correttamente il lavoro non completato viene riprogrammato dopo la data di stato, e a sinistra della linea non resta niente da fare.

Segno 5 · Il Gantt verifica non racconta niente

Questo è il controllo visivo, e vale i quattro precedenti messi insieme. Passa alla vista Gantt verifica: ogni attività compare con due barre, quella della previsione sotto e quella del piano corrente sopra. Poi fai comparire la linea di avanzamento alla data di stato, dal comando Formato → Griglia → Linee di avanzamento.

  • In un piano aggiornato la linea disegna una spezzata: si piega a sinistra dove si è in ritardo, a destra dove si è avanti. È brutta da vedere e piena di informazioni.
  • In un piano non aggiornato la linea è dritta come un filo, oppure taglia in mezzo decine di barre senza avanzamento. Nessuno ha detto a Project a che punto sono le cose.
  • Se la barra inferiore non c’è affatto, non è questione di aggiornamento: manca la previsione, e allora non c’è niente da misurare. È un problema diverso e più grave, di cui parlo fra due righe.
Piano non aggiornato in Microsoft Project: la linea di avanzamento alla data di stato in due piani, in alto una spezzata che si piega sulle attività in ritardo, in basso una linea dritta che taglia barre senza avanzamento
La linea di avanzamento dice tutto in un colpo d’occhio. Sopra un piano misurato: la spezzata si piega dove si è indietro. Sotto un piano fermo: la linea è dritta e taglia barre che nessuno ha toccato.

Segno 6 · Tutte le variazioni sono a zero

Applica la tabella Variazione e guarda la colonna della variazione di fine. Se su trecento attività il valore è zero ovunque, e il progetto è in corso da mesi, le spiegazioni sono solo tre — e nessuna è «siamo perfettamente in orario».

  1. La previsione non è mai stata salvata. Le variazioni si calcolano rispetto a quella: senza, mostrano zero per definizione. È il caso più frequente, e si verifica in cinque secondi guardando se le colonne Inizio previsto e Fine prevista sono vuote.
  2. Il piano non è mai stato aggiornato. Le date correnti sono ancora quelle di partenza, quindi coincidono con la previsione. Zero scostamento perché zero movimento.
  3. La previsione è stata risalvata da poco. Questa è la più insidiosa: risalvare la previsione azzera tutti gli scostamenti, e un piano in ritardo di tre mesi torna magicamente in pari. Non è un trucco di qualcuno in malafede, quasi mai: è il gesto di chi ha ripianificato e ha risalvato per «ripartire puliti», senza sapere che così ha cancellato la storia.

Per distinguere il terzo caso dagli altri due bastano le date: se le colonne della previsione sono piene ma coincidono con le date correnti su tutto il piano, e le attività risultano iniziate, la previsione è stata riscritta di recente. Che cosa fare quando è successo — e con quale previsione confrontarsi a quel punto — l’ho affrontato in un articolo dedicato: Project può conservare fino a undici previsioni, e quasi nessuno lo sa.

Segno 7 · Il piano è stato «aggiornato» spostando le barre

Il settimo è il più difficile da vedere e il peggiore di tutti. Il piano risulta in ritardo, le date sono cambiate rispetto alla previsione, quindi a prima vista sembra aggiornato. Ma le date effettive sono vuote e le percentuali a zero: nessuno ha registrato niente. Qualcuno ha semplicemente trascinato le barre in avanti, o riscritto le date a mano, finché il piano non ha ripreso a somigliare alla realtà.

Il danno è doppio. Il primo: ogni data scritta a mano diventa un vincolo, e da quel momento il piano non reagisce più ai cambiamenti — smette di essere un modello e diventa un disegno. Il secondo: non esiste più nessuna traccia di che cosa sia successo davvero, perché l’informazione «questa attività è cominciata il 12 marzo» non è stata registrata da nessuna parte. Il piano è aggiornato nell’aspetto e vuoto nella sostanza.

Se il piano è tuo

Aggiornare un piano è una procedura di cinque gesti, sempre gli stessi, sempre nello stesso ordine: si salva la previsione una volta sola, si fissa la data di stato, si inseriscono i dati effettivi, si riprogramma il lavoro non completato dopo la data di stato, si leggono le variazioni. Il ciclo completo con tutti i passaggi è qui.

Quello che conta più della procedura è il ritmo. Un piano aggiornato ogni due settimane con dati approssimativi è infinitamente più utile di un piano aggiornato una volta all’anno con dati perfetti: il valore dell’aggiornamento sta nella serie, non nella singola misura, perché è la serie che mostra la direzione. Sulla scelta del periodo giusto — che dipende dalla durata del progetto e dalla lunghezza delle attività — ci ho scritto sopra un articolo intero.

Se il piano te lo mandano: riconoscere un piano non aggiornato in Microsoft Project

Tre controlli in due minuti, e sai con che cosa hai a che fare.

  1. La data di stato in Informazioni progetto. Se è vuota, il piano non è in esercizio: è ancora un piano di pianificazione.
  2. Le colonne Inizio effettivo e Fine effettiva. L’ultima data effettiva presente nel file è la data reale dell’ultimo aggiornamento. Confrontala con la data di stato dichiarata: se differiscono di settimane, il piano è stato «datato» senza essere misurato.
  3. Il Gantt verifica con la linea di avanzamento. Ti dice in un colpo d’occhio se qualcuno ha davvero registrato l’avanzamento, e dove.

E la domanda giusta da fare non è «il piano è aggiornato?», perché la risposta sarà sempre sì. È: «a che data è aggiornato, e con quale procedura?». Chi aggiorna davvero ha una risposta immediata e precisa, del tipo «ogni venerdì, con i dati che mi mandano i capi cantiere». Chi non aggiorna risponde parlando del file.

Un’ultima avvertenza, perché è la parte che fa perdere tempo a molti: un piano non aggiornato non è un piano da buttare. È un piano di cui conosci il limite. Puoi usarlo per tutto quello che riguarda la costruzione — struttura, legami, durate, risorse — e non puoi usarlo per niente che riguardi lo stato. Confondere le due cose è il motivo per cui certe riunioni finiscono con decisioni prese su numeri di marzo.

Domande frequenti

La data di modifica del file non basta a dirmi se è aggiornato?

No, e credere il contrario è l’errore di partenza. La data di modifica dice che qualcuno ha salvato il file: può aver cambiato un colore, aggiunto una colonna o solo aperto e chiuso. L’unica traccia affidabile dell’aggiornamento sta dentro il piano, nelle date effettive e nella data di stato.

Se la data di stato è vuota, che cosa usa Microsoft Project per i suoi calcoli?

La data odierna, cioè quella del computer su cui il file è aperto. La conseguenza è che gli scostamenti e gli indici cambiano da un giorno all’altro senza che nessuno abbia toccato il piano, e che due persone che aprono lo stesso file in giorni diversi vedono numeri diversi. È il motivo per cui la data di stato va sempre impostata in modo esplicito prima di guardare qualsiasi indicatore.

Le percentuali di completamento le posso mettere a occhio?

Puoi, e in molti progetti è l’unico dato disponibile. Il punto è saperlo: una percentuale stimata a occhio non è una misura, è un’opinione trasformata in numero. Se il progetto è importante conviene misurare almeno il lavoro rimanente — quante ore mancano — che è una domanda a cui chi lavora sa rispondere molto meglio che «a che percentuale sei».

Ho ereditato un piano fermo da sei mesi: lo aggiorno o ricomincio?

Dipende da una cosa sola: se c’è una previsione salvata e se è ancora quella approvata. Se c’è, il piano si può recuperare — si inseriscono i dati effettivi che si riescono a ricostruire, si fissa la data di stato a oggi, si riprogramma il resto — e conservi il confronto con l’impegno originale, che è la cosa di valore. Se non c’è previsione, quel piano è solo un elenco di attività ben fatto: puoi ripartire da lì per la struttura, ma la misura comincia da oggi.

Come faccio a capire in fretta se la previsione è stata risalvata di recente?

Il segnale è la combinazione di due cose che di solito non stanno insieme: attività iniziate o completate, e variazioni a zero su tutta la linea. Se il progetto è in corso e nessuno è in ritardo di un solo giorno, il termine di confronto è stato riscritto. Ha senso chiedere quando e perché: una ripianificazione approvata è legittima, ma va detta, altrimenti gli scostamenti che stai leggendo misurano l’ultima decisione invece dell’impegno iniziale.

Gli stessi controlli in forma di scheda, da tenere accanto alla tastiera: la checklist per analizzare un piano, con il PDF di una pagina da stampare.

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